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Opere infrastrutturali e minacce per la foresta amazzonica. Il caso di "Avança Brasil"

Pubblicazione - 1 maggio, 2001
Questo documento, pubblicato nel maggio del 2001, denuncia i rischi di impatto ambientale e sociale del piano di investimenti "Avanca Brasil". In appendice al documento si trova l'elenco delle opere che questo prevede nell'area della foresta amazzonica brasiliana.

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Executive summary: "Avanca Brasil" è un piano di sviluppo economico tanto ambizioso quanto controverso. Il programma prevede massicci investimenti in infrastrutture e impianti produttivi per più di 350 miliardi di dollari in tutto il paese nel periodo compreso tra il 2000 e il 2007. Una parte di questi fondi sono destinati all'Amazzonia.

Indubbiamente le popolazioni che abitano nelle aree più disagiate hanno diritto ai servizi essenziali - elettricità, comunicazioni, telecomunicazioni - e lo sviluppo delle regioni amazzoniche è sicuramente una questione prioritaria.

Ma il governo brasiliano sembra non volere imparare dagli errori del passato. I progetti previsti da Avança Brasil si inquadrano infatti nella medesima logica di sviluppo "quantitativo" che ha caratterizzato la storia dell'occupazione dell'Amazzonia dagli anni '70 in poi, quando migliaia di coloni sono stati attirati dagli stati del 'Nordeste', con l'obiettivo di fare dell'Amazzonia un centro agricolo e produttivo. Le terre, una volta disboscate, sono però finite nelle mani dei latifondisti, gli ex-coloni si sono ammassati periferie urbane di Manaus e Belém e molti degli impianti produttivi si sono poi rivelati fallimentari. In tutto questo la foresta ha pagato un prezzo altissimo poiché, nell'arco di soli 30 anni, sono stati distrutti oltre 55 milioni di ettari di foresta, un'area equivalente all'intera superficie della Francia.

Il rischio quindi è che una profusione indiscriminata di infrastrutture possa portare ad una radicale erosione della foresta residua.

Lo sviluppo economico dell'Amazzonia e il benessere delle popolazioni che la abitano sono delle priorità. Ma allo stesso tempo Greenpeace sostiene la necessità di ricercare un modello di sviluppo compatibile, che sia in grado di coniugare il miglioramento della qualità di vita della popolazione - per altro numericamente ridotta - con la sopravvivenza della foresta.

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