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Una stazione di salvataggio del clima

News - 13 novembre, 2008
Greenpeace ha costruito una "Stazione di salvataggio del clima": un mappamondo gigantesco in una miniera di carbone a Konin, in Polonia. Metafora del pianeta in pericolo sull'orlo dell'insostenibile uso di combustibili fossili, la stazione sarà una piattaforma per dire al mondo che possiamo salvare il clima. Ma solo se non si utilizzerà più carbone, il più inquinante di tutti i combustibili fossili.

La 'stazione di salvataggio del clima' costruita da Greenpeace in Polonia

La Stazione rimarrà in Polonia cinque settimane, per tutta la durata della Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici che si svolgerà a Poznan dal 1 al 14 dicembre. All'interno del mappamondo - che utilizza elettricità generata da energie rinnovabili - alloggeranno i campaigner di Greenpeace da tutto il mondo e verranno organizzate una serie di iniziative ed eventi mediatici per informare sui rischi legati all'utilizzo del carbone.

Volontari di Greenpeace a lavoro per costruire la "Stazione di salvataggio del clima" a Konin in Polonia.

La Stazione di salvataggio del clima è parte della campagna globale "No Carbone" che quest'anno ha impegnato le navi di Greenpeace - Arctic Sunrise e Rainbow Warrior - in un tour mondiale che ha riguardato anche l'Italia. Obiettivo: convincere governi e aziende come Enel ed E.ON a dire basta al carbone.

La nuova versione del rapporto 'Energy [R]evolution: A Sustainable World Energy Outlook', realizzato da Greenpeace in collaborazione con l'European Renewable Energy Council mostra chiaramente che le fonti rinnovabili, accompagnate da misure di efficienza energetica, hanno il potenziale per soddisfare il crescente fabbisogno energetico mondiale, permettendo di ridurre le emissioni di CO2 dagli attuali 28 miliardi di tonnellate, a circa 21 nel 2030.

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