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Chiediamo giustizia!

News - 19 febbraio, 2009
Il Giappone ha dato il via al processo contro Juniki Sato e Toru Suzuchi. I nostri due attivisti sono accusati di furto per aver mostrato ai giornalisti e consegnato al magistrato le prove del contrabbando di carne di balena all'interno del programma di caccia baleniera. Da giorni continuiamo a protestare in tutto il mondo. Oggi in Italia gli attivisti, con maschere che riproducono i volti di Junichi e Toru, si sono rinchiusi in una "galera" di fronte al Colosseo.

Protesta di Greenpeace a Roma per i due attivisti giapponesi accusati ingiustamente.(foto: Emiliano Cavicchi)

Juniki e Toru hanno prelevato da un deposito postale un pacco che ufficialmente conteneva "cartone". All'interno, invece, c'era carne di balena di contrabbando, per un valore di 3.000 dollari. Poche ore prima, grazie alle indicazioni di un "informatore", Greenpeace aveva filmato lo sbarco di decine di pacchi come quello da parte della ciurma della Nissin Maru, la nave macelleria della flotta baleniera giapponese. E il pacco era indirizzato proprio al domicilio di uno dei membri dell'equipaggio!

Il Giappone - invece di accusare i contrabbandieri - ha deciso di processare i due attivisti che sono contro la caccia baleniera. Ma non ci lasciamo intimidire. Perciò abbiamo intensificato le nostre attività proprio in Giappone dove il pubblico - che per la stragrande maggioranza non mangia carne di balena - non sa nemmeno che circa cinque milioni di dollari l'anno, versati dai contribuenti, sono sprecati in una "ricerca scientifica" vergognosa e inutile.

Se per il Giappone Juniki e Toru sono colpevoli, allora anche i tre milioni di sostenitori di Greenpeace nel mondo sono tutti colpevoli!

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